Il peso nel pugilato

Se avrete occasione di parlare di peso (di un’atleta) con qualcuno che pratica lotta o sport da ring probabilmente rimarrete colpiti da quanto sono “fissati”. Si dice in giro che pochissimi kg a seconda della disciplina possano fare la differenza. 2 kg possono essere determinanti. Un atleta “tirato” di 8o kg ha una determinata potenza ed una determinata capacità di incassare i colpi che un’atleta di 75 non possiede e che un’atleta di 70 si sogna.

Di conseguenza se peso 80 kg ed ho una percentuale di grasso accettabile mi conviene combattere nei -73 kg (pesi medi) ad esempio dove troverò (il ragionamento di base è questo) presumibilmente avversari con costituzione fisica inferiore. Dieta, sauna magari qualcosa per depurarsi, arrivare vicino ai 73 kg e poi magari fare una bella sauna per perder liquidi (con il kway, se non siete atleti non provateci). Arrivati a 72,9 vi presentate al “peso” lo superate, uscite, mangiate e bevete ed il giorno dopo combattete e sul ring sarete di poco sotto agli 80 kg. Questo in soldoni anche perchè la mia competenza è relativa (non sono un maestro di boxe).

Questo fanno inizialmente e generalmente tutti e non c’è niente di male. Il “taglio del peso in UFC” è tutt’altra faccenda ed è una pratica molto rischiosa, molto al limite ed anche pericolosa ma magari ne parliamo un’altra volta.

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